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domenica 22 marzo 2009

Oggetto: LA VITA

Nella foto: Bouquet compleanno Eleonora

Mi è arrivata questa mail dalla mia amica Carlottina. Ve la propongo così com'è: è bella bella bella!!!

Il paradosso del nostro tempo:

abbiamo edifici sempre più alti, ma moralità più basse autostrade sempre più larghe, ma orizzonti più ristretti.

Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole, più comodità, ma meno tempo.
Abbiamo più istruzione, ma meno buon senso, più conoscenza, ma meno giudizio, più esperti e ancor più problemi, più medicine, ma meno benessere.

Beviamo troppo, fumiamo troppo, spendiamo senza ritegno, ridiamo troppo poco, guidiamo troppo veloci, ci arrabbiamo troppo, facciamo le ore piccole, ci alziamo stanchi, vediamo troppa TV e preghiamo di rado.

Abbiamo moltiplicato le nostre proprietà, ma ridotto i nostri valori.

Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso e con troppa facilità.
Abbiamo imparato come guadagnarci da vivere, ma non come vivere.
Abbiamo aggiunto anni alla vita, ma non vita agli anni.

Siamo andati e tornati dalla Luna, ma non riusciamo ad attraversare la strada per incontrare un nuovo vicino di casa.
Abbiamo conquistato lo spazio esterno, ma non lo spazio interno.
Abbiamo creato cose più grandi, ma non migliori.
Abbiamo pulito l' aria, ma inquinato l' anima.
Abbiamo dominato l' atomo, ma non i pregiudizi.

Scriviamo di più, ma impariamo di meno.

Pianifichiamo di più, ma realizziamo meno.
Abbiamo imparato a sbrigarci, ma non ad aspettare.
Costruiamo computers più potenti per contenere più informazioni e per produrre più copie
che mai, ma comunichiamo sempre meno fra di noi.


Questi sono i tempi del fast food e della digestione lenta, grandi
uomini e piccoli caratteri, ricchi profitti e povere relazioni.

Questi sono i tempi di due redditi e più divorzi, case più belle ma famiglie distrutte.

Questi sono i tempi dei viaggi veloci, dei pannolini usa e getta, della moralità a perdere,delle relazioni di una notte e delle pillole che possono farti fare di tutto, dal rallegrarti al calmarti, all' ucciderti.

E' un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
Un tempo in cui la tecnologia può farti arrivare questa lettera
e in cui puoi scegliere di condividere queste considerazioni
con altri o di cancellarle.

Ricordati di spendere del tempo con i tuoi cari ora, perché non saranno con te per sempre.

Ricordati di dire una parola gentile a qualcuno che ti guarda dal basso in soggezione, perché quella
piccola persona presto crescerà e lascerà il tuo fianco.

Ricordati di dare un caloroso abbraccio alla persona che ti sta a fianco,
perché è l' unico tesoro che puoi dare con il cuore e non costa nulla.

Ricordati di dire "vi amo" ai tuoi cari, ma
soprattutto di pensarlo.
Un bacio e un abbraccio possono curare
ferite che vengono dal profondo dell' anima.

Dedica tempo all' amore, dedica tempo alla conversazione
e dedica tempo per condividere i pensieri preziosi della tua mente.

E RICORDA SEMPRE:
la vita non si misura da quanti respiri facciamo, ma dai momenti che ci
tolgono il respiro.

Se non manderai questa e-
mail ad almeno altre 5 persone, chissenefrega !

Ma se la mandi
mandala a chi sa apprezzarla!

Buona Vita.

martedì 17 marzo 2009

I believe in friendship

Rieccomi, finalmente!!!
giustamente la mia amica Claudia mi faceva notare che è da tanto che latito: è vero, non scrivo e non lascio più commenti, ma vi garantisco che (con meno frequenza di prima) vi tengo d'occhio, anche se non lascio impronte....
Dunque, mi laureo il 24, quindi è da un po' che son presa da 1000 cose, tra cui,
tra l'altro, il lavoro.
Vi confesso che sono agitata ed eccitata, sto somatizzando
(mi sveglio di notte all'improvviso ed ho una gran nausea perenne)
ma, come ho già avuto occasione di dire più volte, sono felice!!!
Quel giorno ci saranno tutte le persone importanti della mia vita, e questo basta.
Visto che di novità ne ho tante, ma di tempo ne ho poco, vi lascio con qualche scatto degli ultimi tempi, sperando di riprendere presto a scrivere con più assiduità...
Un bacione a tutti!!!!


Daisy and me - Capodanno 2009


Compleanno Eleonora: Sivia, io ed Ele (da sx a dx)


2 marzo 2009: Laurea Ilaria




Last saturday: Compleanno Claudia

da sx a dx: Carlotta, Veronica and me

E, per concludere, The Fabulous Three!!!

GRAZIE A TUTTE!!!!

mercoledì 18 febbraio 2009

LE MIE PRIME DÉCOLLETÉS


Son tornata a casa dall'ennesima estenuante caccia a tutto: vestito, camicia, scarpe, confetti, bomboniere, soprabito.......aiuto!!!!
Mentre aspettavo che la cena fosse pronta, mi sono messa davanti allo specchio ed ho iniziato a fare le prove... Non avendo ancora trovato/comprato le scarpe, ho preso un paio di décolletés che già avevo, giusto x farmi un'idea di come sarà "il tutto" (cioè io!!!).
In quel momento arriva mia sorella (16 anni) e mi chiede di provare le mie scarpe (sono molto alte, e decisamente non adatte ad una ragazza della sua età).
Neanche a dirlo, in quel momento arriva mia madre, e mia sorella sbotta: "Mamma, voglio anch'io un paio di scarpe così..."
Mia mamma sbianca, e attacca a dire che non è ancora il caso, e allora mia sorella mi lancia la fatidica domanda che ha scoperchiato il vaso di Pandora o, per citare Proust, che ha riportato alla mia mente un sacco di ricordi dal sapore di madeleine: "Vale, ma tu a che età le hai comprate le tue prime décolletés?".
E da lì sono tornata indietro nel tempo: era un sabato pomeriggio del dicembre 2002 ed io avevo 17 anni, e avevo visto in una vetrina un paio di décolletés decisamente strafighe ma, parlandone con i miei, la risposta fu la stessa: "Non è ancora il caso".
Quel sabato sera rimasi un po' con l'amaro in bocca e quasi mi rassegnai, ma il destino giocò a mio favore: il giorno seguente, i miei decisero su due piedi di andare a pranzo fuori con i miei zii e, tra una chicchiera e l'altra, venne fuori che avevo visto un bellissimo paio di décolletés in una vetrina. Inutile dire che i miei ricominciarono con la solita filosofia del "troppo presto" (che vale per qualsiasi cosa e per qualsisi età!!!!), e di lì a poco si cambiò discorso.
Bisogna ricordare che in dicembre i negozi sono aperti anche di domenica, e che io compio gli anni in dicembre. Questi due dettagli non sono affatto irrilevanti se avete uno zio super che dopo pranzo "mi offrì un passaggio", mi portò in centro fino al negozio in cui avevo visto le scarpe e me le regalò.
Avevo 17 anni.
E quel giorno, con le décolletés ai piedi, diventai una vera "donna" (tutte le ragazze/donne che leggono capiranno cosa intendo), perché, con le décolletés ai piedi, il mondo cambia. TU cambi.
Acquisti 10 cm, le gambe si slanciano, la tua figura ed il tuo portamento diventano più eleganti e, inevitabilmente, attrai degli sguardi.....
Ma non è di questo che volevo parlare.
In realtà, il ricordare questo episodio me ne ha fatti venire in mente altri, relativi a questo mio zio e a suo fratello, che mi hanno sempre stimata, viziata, a volte presa in giro (continuano tutt'ora!), e che mi hanno sempre e comunque dimostrato il loro affetto.
E allora, come una scema psicopatica, mi ritrovo a piangere davanti a questo monitor, se penso alla bella festa che mi attende tra un mese, con tutti i familiari, gli amici, e le persone care ed importanti che hanno davvero segnato la mia vita e la mia anima.
Sinceramente, sono felicissima di laurearmi non per il traguardo che ciò rappresenta (non me ne è mai fregato un cazzo!!!), ma per il giorno che sarà: con i nonni, che cominciano ad essere avanti con l'età e sempre più schiavi degli acciacchi, con gli zii che mi hanno vista crescere, con i miei genitori ed i miei fratelli, e sono davvero tanto felice di poter condividere tutto questo con loro.
Inevitabilmente, purtroppo, il pensiero si è soffermato anche su chi non ci sarà, ed in modo particolare su due persone importanti che hanno segnato la mia esistenza e la mia anima; per concludere infine con i pensieri tristi, quelli sui miei amici che, come me, stavano studiando e avevano una vita davanti, ed i cui cari mai festeggeranno un giorno come questo.
Lo so, dovrei essere allegra e positiva, ed in realtà lo sono, ma il pensare a quanto sono fortunata ad avere attorno persone che mi vogliono bene, inevitabilmente, mi fa pensare a chi questa fortuna non l'ha avuta e non l'avrà.
E allora mi rendo conto che questa festa, questo traguardo importante e bello, acquista un significato nuovo e più profondo e, da punto di arrivo, diventa un punto di partenza per guardare ad ogni giorno con occhi grati, per quello che si è avuto, per quello che si è, per quello che si ha.

domenica 15 febbraio 2009

FESTA DI COMPLEANNO

Eh sì, nella mia famiglia siamo tutti nati in inverno, e febbraio è decisamente il mese più florido.
In febbraio è nata mia sorella, tre dei miei nonni, e mia zia.
E, come tutti gli anni, anche oggi abbiamo festeggiato tutti insieme, mangiando alla grande
(come vuole la tradizione),
ridendo e prendendoci in giro, ed aggiungendo ogni tanto un po' di commozione.

Che dire, è stata proprio una bella domenica in famiglia, "condita" da tante fotografie, una torta buonissima e chiacchiere a non finire.
E, come tradizione vuole, abbiamo ovviamente regalato i fiori alla nonna,
e come potevo non fotografarli
(anche questa di fotografare i fiori sta diventando una patologia, ma sono talmente belli....)??!!!!

Ed ecco qui la foto number one della sottoscritta con il mazzo destinato alla nonna:


E, per finire, una foto con il mio super Oreste appena sveglio (sono circa le 16.00):
notate con quanta voglia e trasporto si prepara per la foto:


E, per concludere (anche se non è pertinente) dedico a tutti voi questa canzone, che avrei voluto postare ieri, dato che era San Valentino, ma non ne ho avuto il tempo.
Cliccate QUI, e cominciate a sognare,
come ho fatto io.....

A presto!!!

sabato 7 febbraio 2009

ODI ET AMO


W. Kandinsky, Swinging 1925, London, Tate Modern Gallery.

AMO

- le persone ironiche ed autoironiche,

- i film d'amore (a lieto fine),

- le amicizie vere e profonde, quelle che durano tutta la vita, quelle che basta uno sguardo per capirsi ed essere complici,

- preparare e mangiare (!) i dolci, soprattutto quelli al cioccolato e le ciambelle,

- l'atmosfera familiare,

- ridere di gusto, fino alle lacrime,

- le letterature, le arti, la musica,

- il sorriso di chi amo,

- il pranzo di Natale,

- i negozi di fiori (ed i fiori in genere),

- scrivere lettere per le persone importanti della mia esistenza,

- tutto ciò che implica creare e pastrocchiare con la fantasia e con le mani,

- l'odore dei dolci mentre lievitano nel forno,

- gli spaghetti con le rape e i cappelletti al ragù,

- camminare a piedi nudi di notte sulla sabbia,

- l'odore del mare,

- guardare le vecchie fotografie di famiglia ingiallite dal tempo,

- sognare ad occhi aperti, per quanto il risveglio si riveli sempre un trauma,

- volgere il viso al sole e chiudere gli occhi, in qualsiasi stagione,

- un dono o una sorpresa inaspettati,

- la franchezza, la sincerità e la lealtà,

- Covent Garden, Las Ramblas, la città di Ginevra e la vista del lago dal Jardin Anglais, la vista di Roma dall'Altare della Patria,

- il sole che al tramonto, d'estate, scalda la pelle, accarezzandola senza scottarla,

- lo sguardo nostalgico dei nonni,

- le lezioni di letteratura inglese di Gino Scatasta (eh sì Claudia, non mi è ancora passata!!),

- sbirciare in giro fra le bancarelle dei mercatini,

- guidare da sola in macchina,

- la Coppa del nonno,

- dormire,

- i mercati rionali, quelli con la frutta e la verdura,

- l'anima dell'Italia del Sud e tutto lo splendore che racchiude

(sapientemente descritti nei film di Tornatore),

- l'omino col carretto dei gelati che passava una sera sì e l'altra no quando ero bambina, e ti dava il cono con le palline di gelato a 1000 lire,

- le vacanze con i nonni e la meravigliosa infanzia che mi hanno donato

e che farà per sempre parte di me,

- il calore di un abbraccio e la dolcezza di un bacio,

- scrivere alla lavagna con il gessetto,

- leggere, sempre e comunque, qualsiasi cosa,

- Oreste ed i suoi occhietti furbissimi,

- le feste (di qualsiasi occasione si tratti, ma le più belle sono il Natale e i compleanni),

- i pomeriggi d'inverno e le chiacchiere con le persone care, bevendo il tea (with milk) con i biscotti (fatti in casa),

- le novità e gli intrighi amorosi (degli altri!),

- le librerie,

- le formine per fare i biscottini,

- l'odore del caffé la mattina quando mi sveglio,

- le città di mare,

- le pasticcerie,

- le pubblicità vintage (quelle che si trovano a Portobello),

- i quadri di Gustav Klimt e Kandinsky, le opere di Hundertwasser e Gaudi,

- i cupcakes,

- William Shakespeare,

- le belle famiglie,

- Peter Pan.



ODIO

- il freddo ai piedi quando mi infilo sotto le coperte,

- i logorroici,

- le persone egoiste, false, arriviste ed opportuniste (di solito, una cosa non esclude l'altra),

- lavare e mettere a posto i piatti dopo avere cucinato,

- l'ignoranza,

- l'arroganza,

- parlare dello scenario politico italiano perché, finché sul palcoscenico non ci saranno figure degne di portare il nome di "politici", finisco con lo sprecare tempo e fiato preziosi,

- il tempo che scorre troppo velocemente,

- i treni in ritardo,

- gli imbranatie i cafoni al volante.


Avrò dimenticato qualcosa?!!
Buon week end a tutti!!!

giovedì 5 febbraio 2009

RIECCOMI!!!!!!!!


Silvia, Valentina ed Eleonora a Brescia
01 Febbraio 2009

Finalmente una bella giornata, e finalmente 2 minuti liberi per potere aggiornare il blog.
Dunque dunque, visto che sono sempre fortunata, la scorsa settimana mi sono beccata l'influenza, ovviamente alla vigilia di una gita bellissima programmata da tempo.
Non l'avrei persa per nulla al modo (sia perché la gita in questione era a Brescia, in cui fino a questa domenica è allestita una mostra su Vincent al Museo di Santa Giulia,
sia perché avevo già pagato!
E quindi, imbottita di medicine, sono andata!!!
Ovviamente la giornata è iniziata con la pioggia e finita con la neve ma,
nel complesso, mi sono divertita tantissimo!!!! Ho persino trovato il tempo di entrare 5 minuti in un "Punto Giunti" in piazza della Loggia:
adoro le pubblicazioni della Giunti sulle ricette, e vi giuro che non ne sarei più uscita.......
Che dire della mostra: stupenda (L' Uliveto starebbe benissimo sul camino del mio salotto)
ed anche il complesso di Santa Giulia è molto molto interessante
a livello archeologico e storico artistico.
Abbiamo visitato le Domus dell'Ortaglia, più grandi della nostra Domus dei Tappeti di Pietra,
ma non meno incantevole.
Lunedì e martedì sono poi andata a Bologna ad ultimare gli ultimi aspetti burocratici della mia tesi e.......è finita, finalmente!!!!
non potete capire quanto mi sento leggera e libera!!!
In compenso, a causa della vita sedentaria degli ultimi mesi (stavo tutti i giorni al computer fino all'1.00 di notte!!!!) mi è venuto un mal di schiena da paura (sì, ho solo 24 anni!) che, in confronto, mia nonna può andare alle Olimpiadi.
Ragion per cui mi sono iscritta ad un corso di yoga che comincerò martedì (dovete sapere che sono di una pigrizia atavica, e se non fosse venuto il mal di schiena MAI mi sarei sognata di mettere piede in una palestra, ma ritengo che lo yoga non comporti troppa fatica....quindi, speriamo bene). Ma soprassediamo.
Per il resto, posso finalmente dedicarmi ad uno dei miei passatempi preferiti, il più rilassante, quello più avvincente e coinvolgente, che mi fa volare con la fantasia (o riflettere, a seconda):
la lettura.
A questo proposito, ho già puntato 3 libri che comprerò la prossima settimana:
Cose che voglio dire alle mie figlie
e La timidezza delle rose, nonché Memorie di una geisha (quest'ultimo l'ho già letto, ma ho comunque piacere di possedere il libro,
poiché mi era stato prestato).
Che dire, altre novità, per ora, non ne ho.
Sono appena tornata dal lavoro e devo già scappare: ho un appuntamento con un'amica che non vedo da tanto, un caffé che si rimanda da mesi e mesi.....
Ci sentiamo presto e con più calma!!!
Baci!

martedì 27 gennaio 2009

« Malheureusement, l’histoire ne serait pas racontée »


27 Gennaio 2009
Come ho più volte scritto, questo blog è nato come un'oasi di leggerezza ed effimero in cui rifugiarmi.
Da qui, la scelta di lasciare "fuori" la realtà che ci circonda, a volte pesante e tragica.
Ma come fare finta di niente proprio oggi, quando tra pochi giorni andrà in stampa la mia tesi in Letteratura Francese, il cui tema principale è il dovere della memoria mediante la parola, che investe tutti i sopravvissuti allo sterminio nazista?
Così, per oggi, farò uno strappo alla regola......
Ad essere totalmente sincera, quando mi fu proposto questo titolo, non ne fui troppo entusiasta poiché si tratta di un tema "pesante" e penoso, niente a che vedere con le commedie di Marivaux che avevo in testa all'inizio.
E invece, pagina dopo pagina, romanzo dopo romanzo, questa "avventura" mi ha toccata nel profondo, e so che non rimarrà un lavoro fine a se stesso.
Certo, niente a che vedere con il grande amore (tragico!!!!!!!) di Tristano e Isotta che tanto mi appassionò nel corso della triennale, o con la letteratura irlandese, magistralmente trattata dal Prof. più figo della facoltà di Lingue.....
Scherzi a parte, sono veramente contenta di questo percorso, che non ha aggiunto nulla, ahimè, a quello che già sapevo a livello storico, ma che mi ha offerto la possibilità di "entrare in contatto" con testimonianze drammatiche ma anche molto toccanti.
Posso quindi affermare di essere cresciuta molto, a livello umano.
E' allora senza alcuna velleità di protagonismo che voglio condividere con voi ciò, e rendervi partecipi di quello che, alla fine di questo doloroso percorso, "mi è rimasto". Spero davvero che non lo prendiate come un eccesso di superbia, è solo il mio piccolo "contributo" a questa giornata,
nella consapevolezza della vastità della letteratura testimoniale.
Propongo quindi in seguito qualche titolo che mi ha particolarmente coinvolta
(alcuni romanzi sono autobiografici, ed altri finzionali),
sempre più conscia del potere immenso e magnifico della letteratura.
A presto,
Valentina

PS: I romanzi sono scritti in ordine di (mio) gradimento. Inutile dirvi che, nonostante la loro tragicità, sono tutti, a mio avviso, splendidi.

E. Wiesel, "La notte", 1958.
P. Grimbert, "Un segreto", 2004.
F. Brun, "Perla", 2007.

T. De Rosnay, "La chiave di Sarah", 2007.

Vercors, "Il silenzio del mare", 1941.

E. Wiesel, "Un désir fou de danser", 2006.

J. Semprun - E. Wiesel, "Se taire est impossible", 1995.


*Nel titolo: frase di Elie Wiesel, pronunciata nel corso di un'intervista radiofonica il 07/09/1989.